L’OROSCOP(R)O: BILANCIA

BILANCIA

Il Segno dell’Equità

Bisogna avere un caos dentro di sè, per generare una stella danzante.”
Friedrich Nietzsche

Dati essenziali:

SETTIMO Segno (Casa VII DISCENDENTE “Segno Zodiacale che sta tramontando al momento della nascita” – Casa degli Altri, del Rapporto con il prossimo, delle Relazioni sociali e legali, dell’Amore)

Qualità CARDINALE

Elemento ARIA

Polarità MASCHILE

Governato da VENERE, con Marte in ESILIO, Saturno in ESALTAZIONE, Sole in CADUTA

Segno opposto ARIETE

A seconda delle EFFEMERIDI, il suo periodo va dal 23 SETTEMBRE al 22 OTTOBRE.

Stagione: Sotto un”Equa-Notte”, l’EQUILIBRIO ritorna nel ciclico corso della vita. NOTTE e GIORNO si avvicinano, la Natura BILANCIA ciò che è stato raccolto con ciò che verrà seminato, gli animali vivono una SECONDA PRIMAVERA, tra la mitezza delle temperature e i tramonti COLORATI. È il momento dell’ULTIMA BELLEZZA.

Parti del Corpo: RENI e FIANCHI.

Colori attribuiti: tutti i colori sfumati, dal PERVINCA al TÉ VERDE, dal MALVA al FIORDALISO.

Numero portafortuna: 7-17-11.

Giorno: VENERDÌ.

Metallo: ORO BIANCO.

Fiori: CAMELIA, ROSA e GLADIOLO.

Piante: MANDORLO, GINEPRO e CAPELVENERE.

Animali: LUPO, VOLPE e TUTTI i volatili di medie dimensioni (CORVO, GALLO, FALCO, GUFO etc).

Città: CINA, ALTO EGITTO, TIBET, LISBONA, AUSTRIA, TOSCANA, NOTTINGHAM, GRECIA e BIRMANIA.

Profumo: LAVANDA, MUSK, VANIGLIA e ARTEMISIA.

Pietre: GIADA, QUARZO ROSA, TORMALINA e DIAMANTE.

Parole chiavi: PERFEZIONISMO, EQUILIBRIO, ETICA, ESTETICA, DIPLOMAZIA, GIUSTIZIA, CONTESA, COMPROMESSO, RAZIOCINIO.

RACCONTO:

«Per me una stagionale con aggiunta di porcini. E sia generoso col tartufo, grazie.»

«Ottima scelta, signorina.» Il cameriere, nel rispondere con un sorriso a Libra, non si accorge dello sguardo di fuoco di Arbil.

«Signora!» lo corregge Arbil, anzi, lo ammonisce. Ma troppo tardi. Il cameriere se n’è già andato col suo menù pieno di pizze da 30 dollari l’una, non degnandolo di uno sguardo. Al contrario di Libra, la quale lo fissa come se le avesse sputato in faccia: «Arbil, abbassa la voce! Lo devi proprio rimarcare a tutti che siamo sposati?!» E sistemandosi il bavaglino con la grande naturalezza di un torero che prepara il suo drappo rosso, Arbil risponde orgogliosamente: «». Terribile, madornale errore.

La serata non si sarebbe potuta concludere nei migliori dei modi: cena romantica, locali eleganti, drink sofisticati, chiacchiere, risate, luci sgargianti e sesso da far impallidire i romanzetti rosa, su un divano in pelle bianca. Non una pelle bianca qualsiasi. Puro primo fiore neozelandese. Garantiva un orgasmo multiplo solo a guardarlo.

Eppure, Libra, anche quella volta, con le luci della notte che scorrevano sul suo corpo ancora scosso dall’ondata della passione, stava piangendo.

«Libra…» le dolci mani calde di Arbil non potevano nulla contro quelle lacrime. Erano come cicatrici che si riaprivano sempre.

«Non è niente, Arbil. Dev’essermi andato qualcosa nell’occhio», Libra si scosta da lui con un sorriso. Si aggira per un po’ nell’appartamento, lasciando Arbil al suo quotidiano compito di decifrare l’enigma che si celava dietro ogni suo respiro. Cosa aveva voluto dire Libra con quella frase? Veramente le era entrato qualcosa nell’occhio? Sarebbe dovuto andare a vedere come stava? Era uno di quei momenti in cui sferrare il suo potente abbraccio finale dolciobotto?

Ma mentre Sherlock Holmes cerca di risolvere il caso, si sente un fracasso provenire dal bagno.

Arbil accorre ancora in mutande. Libra è a terra, sdraiata su un lato, ci sono alcune cianfrusaglie davanti a lei. È sicuramente caduta.
«Libra, ti sei fatta male, sei caduta?!» Arbil la tira su come se fosse fatta di piume.

«Cazzo, Arbil, mi spacchi la spalla così!»

«Mi dici che hai combinato?!»

«Ho sposato un cretino, ecco che ho combinato!» Libra cerca di divincolarsi da lui, tutto inutile. Arbil è marmo e diamante.

«Non scherzare, cazzo! Mi fai preoccupare!»

Libra è piume e ferocia. Si attanaglia al suo petto, nascondendo il viso: se sarà costretta a stargli vicino, lo farà pentire di averla costretta. È decisa a non parlare. Ma Arbil sente le sue lacrime bagnargli il petto.

La porta a letto, il ticchettio delle zampette del cane Okami spera che potranno aiutarlo, chiede aiuto a lui. Ma niente, nemmeno Okami distoglie Libra dal suo piano machiavellico.

«Libra, ti prego: parlami. Mi uccidi quando non mi dici che succede.»

«Non succede niente. Sono solo infastidita.»

«Perché? Ti ha dato fastidio la pizza?»

«No, non è per qualcosa che ho mangiato.»

«È per quella battuta che ho fatto sui capezzoli delle cinesi?»

«No.»

«È per il lavoro della Bimark?»

Ancora un no. E un altro no per tutte le idee che venivano in mente ad Arbil.

«Allora non lo so. Mi arrendo.»

«Allora arrangiati, Sherlock.»

«Lo sai che posso farti parlare come e quando voglio. Mi basta arrivare ai tuoi piedi e farti il solletico.»

«Non so cosa voglio, Arbil. Sei contento se ti dico così?»

«Ancora questo discorso, Libra?»

Lei mostra finalmente il suo volto arrossato come un tramonto: «sapevo che non mi avresti capito».

«No, è vero, io non capisco cosa puoi volere di più, Libra. Abbiamo tutto, tutto quello che avremmo mai potuto immaginare e anche di più. Abbiamo successo, soldi, serenità, abbiamo Okami, abbiamo noi. Quindi scusami Libra, hai ragione. Non capisco.»

Libra si scosta da lui, ancora una volta. Ma stavolta Arbil è ghiaccio e fuoco, è il demone col volto dell’angelo, è il giudice e boia, non si farà incantare tanto facilmente: «eh no, Libra, adesso basta coi tuoi giochetti», la tira per un braccio e la spinge sul letto.

«Sennò cosa farai, Arbil? Vuoi la brava mogliettina che dice sempre sì al marito, almeno che non ci voglia un no?!»

«Ma che…»

«Perché non lo dici a tutti che sono una persona orribile, eh?! Guardatela, Libra Kiff: che cosa ci troverà quel manzo del marito in una tettona sgorbutica e stramboide come lei!»

«Ma cosa diamine stai dicendo?!» Ma Libra, agile come una volpe, scatta via e si rinchiude nell’altra stanza.

Ora Arbil ne è sicuro: Libra ha iniziato a drogarsi.

Accorre in bagno, per accertarsi definitivamente della sua immancabile discesa alla pazzia: era il destino dei nati sotto il segno della Bilancia, il segno dell’Equilibrio. Prima o poi sarebbero diventati pazzi squilibrati.

Ma no, mentre frugava tra le cianfrusaglie che erano rimaste nel bagno dove aveva trovato Libra a terra, Arbil aveva trovato di significante solo un inutile bastoncino bianco. Con la punta umidiccia. E una scatola rossa con la scritta “test di gravidanza“.

Elisa Erriu

 

A proposito dell'autrice: Elisa Erriu

Se sei venuto fin qui per saperne di più sulla mia vita, hai in ogni caso compiuto un’azione più virtuosa di quella che stavi facendo prima. Complimenti! E ora ti svelerò i miei segreti…

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