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© 2019 by Elisa Erriu. Journalist & Writer

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  • Elisa Erriu

L'OROSCOP(R)O: BILANCIA


BILANCIA


Il Segno dell'Equità


"Bisogna avere un caos dentro di sè, per generare una stella danzante." Friedrich Nietzsche

Dati essenziali:

SETTIMO Segno (Casa VII DISCENDENTE "Segno Zodiacale che sta tramontando al momento della nascita" – Casa degli Altri, del Rapporto con il prossimo, delle Relazioni sociali e legali, dell'Amore)

Qualità CARDINALE

Elemento ARIA

Polarità MASCHILE

Governato da VENERE, con Marte in ESILIO, Saturno in ESALTAZIONE, Sole in CADUTA

Segno opposto ARIETE


A seconda delle EFFEMERIDI, il suo periodo va dal 24 SETTEMBRE al 23 OTTOBRE.

Stagione: Sotto un"Equa-Notte", l'EQUILIBRIO ritorna nel ciclico corso della vita. NOTTE e GIORNO si avvicinano, la Natura BILANCIA ciò che è stato raccolto con ciò che verrà seminato, gli animali vivono una SECONDA PRIMAVERA, tra la mitezza delle temperature e i tramonti COLORATI. È il momento dell'ULTIMA BELLEZZA.

Parti del Corpo: RENI e FIANCHI.

Colori attribuiti: tutti i colori sfumati, dal PERVINCA al TÉ VERDE, dal MALVA al FIORDALISO.

Numero portafortuna: 7-17-11.

Giorno: VENERDÌ.

Metallo: ORO BIANCO.

Fiori: CAMELIA, ROSA e DALIA.

Piante: MANDORLO, GINEPRO e CAPELVENERE.

Animali: LUPO, VOLPE e VOLATILI DI MEDIE DIMENSIONI (CORVO, GALLO, FALCO, GUFO etc).

Città: CINA, ALTO EGITTO, TIBET, LISBONA, AUSTRIA, TOSCANA, NOTTINGHAM, GRECIA e BIRMANIA.

Profumo: LAVANDA, MUSK, VANIGLIA e ARTEMISIA.

Pietre: GIADA, QUARZO ROSA, TORMALINA e DIAMANTE.


Parole chiavi: PERFEZIONISMO, EQUILIBRIO, ETICA, ESTETICA, DIPLOMAZIA, GIUSTIZIA, CONTESA, COMPROMESSO, RAZIOCINIO.





RACCONTO

«Per me una stagionale con aggiunta di porcini. E sia generoso col tartufo, grazie.»

«Ottima scelta, signorina.» Il cameriere, nel rispondere con un sorriso a Libra, non si era accorto dello sguardo di fuoco di Arbil.«Signora!» lo corresse Arbil. O meglio, lo ammonì. Ma troppo tardi. Il cameriere se n'era già andato col suo menù pieno di pizze da 30 dollari l'una, non degnandolo di uno sguardo. Al contrario di Libra, la quale lo fissò come se Arbil le avesse sputato in faccia: «Arbil, abbassa la voce! Lo devi proprio rimarcare a tutti che siamo sposati?!» E sistemandosi il bavaglino con la grande naturalezza di un torero che prepara il suo drappo rosso, Arbil rispose: «». Olé.

La serata non si sarebbe potuta concludere nei migliori dei modi: cena romantica, locali eleganti, drink sofisticati, chiacchiere, risate, luci sgargianti e sesso da far impallidire i romanzetti rosa, su un divano in pelle bianca. Non una pelle bianca qualsiasi. Puro primo fiore neozelandese. Garantiva un orgasmo multiplo solo a guardarlo.

Eppure, Libra, anche quella volta, con le luci della notte che scorrevano sul suo corpo ancora scosso dall'ondata della passione, stava piangendo.«Libra...» le dolci mani calde di Arbil non potevano nulla contro quelle lacrime. Erano cicatrici che le sue palpebre aprivano a seconda dello sguardo.«Non è niente. Dev'essermi andato qualcosa nell'occhio», Libra si scostò da lui con un sorriso. Si aggirò per un po' nell'appartamento, lasciando Arbil al suo quotidiano compito di decifrare l'enigma celato dietro ogni respiro di Libra. Cosa aveva voluto dire Libra con quella frase? Veramente le era entrato qualcosa nell'occhio? Sarebbe dovuto andare a vedere come stava? Era uno di quei momenti in cui sferrare il suo potente abbraccio finale dolciobotto?

Ma mentre Sherlock Holmes cercava di risolvere il caso, si sentì un fracasso provenire dal bagno.

Arbil accorse ancora in mutande. Libra era a terra, sdraiata su un lato, davanti a lei c'erano alcune cianfrusaglie. Era sicuramente caduta. «Cazzo, ti sei fatta male, sei caduta?!» Arbil la tirò su come se fosse fatta di piume.«Cazzo, Arbil, mi spacchi la spalla così!»«Mi dici che è successo?!»«Ho sposato un cretino, ecco che è successo!» Libra cercò di divincolarsi da lui, tutto inutile. Arbil era marmo e diamante.«Non scherzare, cazzo! Mi fai preoccupare!»Libra era piume e ferocia. Si attanagliò al suo petto, nascondendo il viso: se fosse stata costretta a stargli vicino, lo avrebbe fatto pentire di averla costretta. Era decisa a non parlare. Ma Arbil sentiva le sue lacrime bagnargli il petto.La portò a letto, il ticchettio delle zampette di Okami sperava potessero aiutarlo. Ma niente, nemmeno il cane distolse Libra dal suo piano machiavellico.«Libra, ti prego: parlami. Mi uccidi quando non mi dici che succede.»«Non succede niente. Sono solo infastidita.»«Perché? Ti ha dato fastidio la pizza?»«No, non è per qualcosa che ho mangiato.»«È per quella battuta che ho fatto sui capezzoli delle cinesi?»«No.»«È per il lavoro della Bimark?»

Ancora un no. E un altro no per tutte le idee che venivano in mente ad Arbil.

«Allora non lo so. Mi arrendo.»

«Allora arrangiati, Sherlock.»

«Lo sai che posso farti parlare come e quando voglio. Mi basta arrivare ai tuoi piedi e farti il solletico.»«Non so cosa voglio. Sei contento se ti dico così?»«Ancora questo discorso, Libra?»Lei mostrò finalmente il suo volto arrossato come un tramonto: «sapevo che non mi avresti capito».

«No, è vero, io non capisco cosa puoi volere di più, Libra. Abbiamo tutto, tutto quello che avremmo mai potuto immaginare e anche di più. Abbiamo successo, soldi, serenità, abbiamo Okami, abbiamo noi. Quindi scusami Libra, hai ragione. Non capisco.»

Libra si scostò da lui, ancora una volta. Ma stavolta Arbil era ghiaccio e fuoco, era il demone col volto dell'angelo, era il giudice e boia, non si sarebbe fatto incantare tanto facilmente: «eh no, Libra, adesso basta coi tuoi giochetti», la tirò per un braccio e la spinse sul letto.«Sennò cosa farai? Vuoi la brava mogliettina che dice sempre sì al marito, almeno che non ci voglia un no?!»«Ma che...»«Perché non lo dici a tutti che sono una persona orribile, eh?! "Guardatela, Libra Kiff: che cosa ci troverà quel manzo del marito in una scorbutica panzona come lei!"»«Ma cosa diamine stai dicendo?!» Ma Libra, agile come una volpe, si rinchiuse nell'altra stanza.Ora Arbil ne era sicuro: Libra aveva iniziato a drogarsi.

Corse in bagno, per accertarsi definitivamente della sua immancabile discesa verso la droga: era il destino dei nati sotto il segno della Bilancia, il segno dell'Equilibrio. Prima o poi sarebbero diventati pazzi squilibrati.

Ma no, mentre frugava tra le cianfrusaglie che erano rimaste nel bagno dove aveva trovato Libra a terra, Arbil aveva trovato di significante solo un inutile bastoncino bianco. Con la punta umidiccia. E una scatola rossa con la scritta "test di gravidanza".
Elisa Erriu
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