• Elisa Erriu

L'OROSCOP(R)O: LEONE


LEONE

Il Segno del Re

“Signore, dai forza al mio nemico e fallo vivere a lungo, affinché egli possa assistere al mio trionfo.” Napoleone Bonaparte

Dati essenziali:

QUINTO Segno (Casa V – Casa della Creatività, degli Eccessi, della Speculazione, dell’Erotismo e dei Figli)

Qualità FISSO

Elemento FUOCO

Polarità MASCHILE

Governato dal SOLE, con Urano in ESILIO, Plutone in ESALTAZIONE, Nettuno in CADUTA

Segno opposto ACQUARIO

A seconda delle EFFEMERIDI, il suo periodo va dal 23 LUGLIO al 22 AGOSTO.

Stagione: È giunto il momento più CALDO dell’anno: il SOLE infuoca e riscalda, come un AMANTE esigente, decide con SUCCESSO e senza vie di mezzo, se far appassire sotto i suoi RAGGI o portare alla MATURAZIONE i frutti della Terra. Ci vuole una VACANZA. Ci vuole una CELEBRAZIONE della PRODIGALITÀ di questo periodo.

Parti del Corpo: PLESSO SOLARE e CUORE.

Colori attribuiti: tutte le tonalità DORATE.

Numero portafortuna: 15-5.

Giorno: DOMENICA.

Metallo: ORO.

Fiori: GIRASOLI, IPERICO e ROSA CANINA.

Piante: ARANCIO, ASFODELO e ARNICA.

Animali: GRANDI FELINI.

Città: FRANCIA, DAMASCO, ROMANIA, PRAGA, BOEMIA, SIRACUSA, CALDEA, BOMBAY e FILADELFIA.

Profumo: ANICE, ELIOTROPIO, PREZZEMOLO e LAVANDINO.

Pietre: OCCHIO DI TIGRE, PIETRA DEL SOLE, DIASPRO GIALLO e AMBRA.

Parole chiavi: CORAGGIO, FIDUCIA, PASSIONE, IRA, ORGOGLIO, SUPERBIA, VISIBILITÀ, GENEROSITÀ, CONQUISTA.



RACCONTO

«A mio nonno piaceva sempre raccontare questa storia, quand’ero bambino.»

Il frastuono della metropoli, che si conterceva come una Savana d’acciaio, non infastidiva Regolo, non frenò la sua voce calda e mordente, né riuscì a trovare uno spiraglio dentro lo sguardo dorato che il Sovrano di quella giungla lanciava alla sua preda.

«Era la famosissima volta in cui proiettarono la scena del treno nei primi cinema. Sai? Quella scena dove c’era quel telo alto, stretto, un po’ becero. E un proiettore nascosto al pubblico trasmise l’arrivo del treno in stazione.

Tutti scapparono terrorizzati, convinti che il treno fosse davanti a loro. Ecco, mio nonno adorava ricordare di quando era un bambino anche lui e fosse rimasto sconvolto da quel treno gigante. Continuava e continuava a rimarcare il fatto che gli era proprio sembrato di vedere il treno davanti a lui, un mostro di ferro e vapore, si era pisciato addosso ed era scappato piangendo.

Sai? Ancora adesso non riesco a capire se adorasse raccontare quella storia perché fosse convinto di infondermi la stessa paura oppure esorcizzare, dopo tutto quel tempo, l'immagine di quel treno che lo aveva messo in ridicolo.

Solo di una cosa sono certo di aver capito da questo racconto: mi aveva fatto capire che non c’entravo nulla in quella famiglia.»

«Regolo? Con questo, che diamine vuoi dirmi?»

«Aspetta, Mira, fammi finire. È una cosa seria.» Regolo la lasciò in sospeso, giusto il tempo per pagare il conto, spegnere la sigaretta, adocchiare il cerca persone, sistemare la cravatta e richiamare l’autista.

«Ti stavo dicendo: analizza attentamente il racconto. Se ci sono riuscito io ad analizzarlo quando avevo quattro anni, non vedo che problemi potresti avere tu. In questo racconto del racconto di mio nonno, si annida veramente tutta la chiave di lettura del mio successo attuale. Già a quei tempi, prima di tutto, avevo realizzato che odiavo i rimorsi: mio nonno aveva proprio il vizio di raccontare questa storia. A ogni Natale, ogni ferragosto, ogni mio compleanno. E bada bene, non aveva l’Alzheimer. Lo faceva volutamente, come se non avesse vissuto altro nella vita.

E mentre cresceva in me questa reticenza nell'udire lo stesso racconto ogni volta, crebbe un altro impulso: la fame. Alludo alla fame di conoscenza, non guardarmi con quella faccia. Quando imparai a leggere, scoprii che non fu la scena del treno a essere stata la prima proiezione cinematografica, bensì un altro spettacolo dei fratelli Lumière. Così in me sorse un altro pilone che ben presto fu una delle colonne della mia vita: la repulsione all’ignoranza.

Non c’è niente che io detesti più dell’ignoranza. Quella vera, privativa, che è il digiuno da tutti gli appetiti che il nostro animo ci instilla. Quando andai a studiare all’estero, fui sempre grato e riconoscente agli aiuti che mio nonno e mio padre mi diedero. Almeno fino a due mesi. Poi mi cercai un lavoro come cameriere e diedi una lezione a quei piccoli uomini che per me furono un grande modello ispiratore: gli diedi la lezione della conquista.

Io non sarei mai stato come loro, pisciato e terrorizzato, pronto a fuggire da quel treno che mi veniva incontro. Io, quel treno, ero pronto a prenderlo sin da quando avevo quattro anni.»

«Regolo…» Mira ebbe giusto il tempo di sistemarsi una ciocca di capelli e trattenere un sorriso fiero. «La prossima volta che devo chiederti se hai letto il mio articolo, evito. Tutto questo panegirico solo per lisciarti la criniera da solo. Sei sempre il solito.»

«No, mia cara. Non volevo lisciarmi la criniera. Volevo darti un motivo per cui dovresti farlo tu. Ma ti fai sempre desiderare. Sei sempre la solita.»

Regolo fece segno all’autista di alzare il volume della radio e la metropolitana si fece piccola mentre loro, nella loro corsa in macchina, la tagliavano in due.

Elisa Erriu
  • White Facebook Icon
  • White Instagram Icon
  • White Twitter Icon
  • Bianco LinkedIn Icon
Seguimi su:
Scrivimi su:

© 2019 by Elisa Erriu. Journalist & Writer

I testi, le immagini e tutto il contenuto presente in questo sito, sono tutelati dalla normativa sul diritto d’autore e non può essere copiato, riprodotto (anche in altri formati o su supporti diversi), né tanto meno è possibile appropriarsi della sua paternità. È severamente vietato l’utilizzo del materiale presente sul sito senza esplicito consenso. Le immagini e i loghi non direttamente legati al sito, sono copyright dei rispettivi proprietari.

  • Nero Facebook Icon
  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Black Icon LinkedIn