• Elisa Erriu

L’OROSCOP(R)O: PESCI


PESCI

Il Segno della Visione

"Con marina ironia, | paturnie notturne ormeggio, | sogno un mio volteggio umano, | da gabbianone." Lucio Battisti

Dati essenziali:

DODICESIMO Segno (Casa XII – Casa della Solitudine, di Ciò che esce dall'ordinario, delle Prove del destino (Karma), del Sacrificio, delle Malattie e dei Nemici segreti, delle Intuizioni)

Qualità MOBILE

Elemento ACQUA

Polarità FEMMINILE

Governato da NETTUNO, con Mercurio in ESILIO, Venere in ESALTAZIONE, Urano in CADUTA

Segno opposto VERGINE

A seconda delle EFFEMERIDI, il suo periodo va dal 20 FEBBRAIO al 20 MARZO.

Stagione: Siamo in una stagione AL LIMITE. L'Inverno sta per concludersi mentre la primavera non è ancora giunta. È un CERCHIO che si conclude per cominciarne un altro, la Natura ha subito una METAMORFOSI, rinchiusa in sé stessa ha concepito una realizzazione trasformandosi da SEME a EMBRIONE, ma è ancora troppo fragile per mostrarla. Il Sole allunga lentamente le giornate, riscalda la terra e smuove l'acqua dei grandi oceani, producendo VAPORE. L'aria è umida e ed è pronta a bagnare la terra per riportare la vita, FONDENDOSI E CON-FONDENDOSI.

Parti del Corpo: PIEDI, PELLE e SISTEMA IMMUNITARIO.

Colori attribuiti: tutte le tonalità più evanescenti, dal LAVANDA al VERDE ACQUA, fino al BLU DI PRUSSIA.

Numero portafortuna: 12-9-3.

Giorno: MERCOLEDÌ-GIOVEDÌ.

Metallo: STAGNO.

Fiori: ALBUCA e PEONIA.

Piante: GLICINE, PIOPPO e BETULLA.

Animali: TUTTI I PESCI E I MAMMIFERI ACQUATICI (IN PARTICOLARE: CAVALLUCCIO MARINO, DELFINO, LONTRA, IPPOPOTAMO e SQUALO).

Città: CALABRIA, REGENSBURG, SIVIGLIA, SAHARA, NUOVA ZELANDA, PORTOGALLO e COWES.

Profumo: GELSOMINO, SALSEDINE e FIORI DI GLICINE.

Pietre: ACQUAMARINA, SODALITE, KUNZITE, AZZURRITE, CORALLO ROSA.

Parole chiavi: SENSIBILITÀ, SESTO SENSO, UMORE, PASSIVITÀ, VISIONE, INCONSCIO, FRUSTRAZIONE.


RACCONTO

Alrisha non è

Venuta dal desiderio alieno. Lei non balla per occhi rhugani, non danza su pianeti scaligeri, Lei è mia con la sua pinna scagliosa.

Alrisha non è

Fredda al tocco. Lei ama ardendo e si consuma tra le mie braccia. Dona il blogard dentro cui esplode la vita, dopo aver esalato un brivido ancora.

Alrisha non è

Poesia che scrivo. Lei è scritta e versi, brani e note, canzoni perdute che ritrovi in un sogno.

Alrisha è

Sogno, che da solo non riuscirei a sognare.

Finii di suonare la mia canzone ad Alrisha, spegnendo le note del vhalin con un ultimo sospiro.

Lei mi aveva seguito con l'intonazione emozionata e cessò la voce nel preciso momento in cui cessai di suonare. Tutti i presenti erano estasiati. Potevo vedere gli altri miei compagni Alpherg che dimenavano freneticamente le branchie, cercando il più possibile di assorbire ancora l'aria colma delle sue vibrazioni. Le dolci Vernalis, invece, si congratularono con la loro compagnia, sbattevano le palpebre frementi, si avvicinarono a lei.

Quando tutti se ne furono andati, confidai ad Alrisha: «Ti prego, sorella mia, non facciamolo più».

«Non ti è piaciuta la mia voce?» il dolore scivolava dai suoi occhi.

«Ma no, mia amata sorella...non è questo», risposi.

Indagò dentro il mio sguardo cosa le nascondessi. Come potevo dirglielo? Come potevo dirle che la sua voce era per me il piacere stesso? Come potevo dire quello che provavo per lei?


Alcuni soli fa sono giunti alcuni rhugani sulla nostra terra, gente estranea, forse benigna, forse no. Avevo scritto questa canzone proprio perché spiegasse alla mia amata Alrisha cosa provassi, i dubbi che mi angosciavano: noi non eravamo come i rhugani. E loro non erano come noi.

«Ho...ho paura», sospirai alla fine. «Se dovessero sentirti i rhugani... Cosa hai sentito mentre cantavi, sorella?»

«Ho sentito, Simmah, mio amatissimo fratello», lei posò la mano sul mio volto, poi scivolò sul collo, accarezzando le branchie che si nascondono sotto la mascella.  Sento il suo profumo, fin dentro l'anima. «Non temere. Non canterò mai per i rhugani. Né per gli scaligeri, o i khaleni. E se vorrai non canterò per nessun altro...se non per te.»

«Puoi cantare per gli altri come noi. Siano Alpherg o Vernalis. Fagli vedere cosa non avranno mai. Sarà più dolce, per me, occuparti la bocca in altro modo.»

E la baciai.

Lei sussurrò, intonando, amando "Alrisha non è sogno, che da solo riuscirei a sognare" mentre sentivo il suo sapore, quando entrarono nel locale alcuni rhugani.


Elisa Erriu
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© 2019 by Elisa Erriu. Journalist & Writer

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